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La Cupola del Brunelleschi


La Cupola del Duomo di Santa Maria del Fiore di Firenze, costruita dal Brunel­le­schi fra il 1420 ed il 1436, ha sempre colpito nel corso dei secoli la fantasia dei visi­ta­tori e l'interesse degli studiosi; questo è dovuto sia alla sua bellezza, sia alle sue di­mensioni (la sua diagonale esterna è 54 metri, la sua base si trova a 55 metri dal suolo, arriva a 91 metri e, con la Lanterna, essa raggiunge circa 116 metri; il suo peso è di circa 29.000 tonnellate), sia alla sua particolare ed innova­tiva tecnica costruttiva 

La Cupola, in realtà, è formata da due cupole: una interna, che è la struttura principale ed ha uno spessore di circa 2,4 metri, ed una esterna, più sottile (circa 0,9 metri), la quale, come disse il Brunelleschi, serve a proteggere la cupola interna dalle intemperie ed a renderla "più magnifica e gonfiante". Fra queste due cupole vi è uno spazio di circa 1,2 metri, per mezzo del quale è possibile salire fino alla sua sommità, cioè alla base della lanterna. Salendo, abbiamo, alla de­stra, la cupola interna ed, alla sini­stra, quella esterna; possiamo così notare la partico­lare disposizione dei mattoni: essi non sono messi, come ci si potrebbe aspettare, secondo linee orizzontali, cioè paral­lele al piano terra, ma alcuni so­no disposti secondo linee curve (le cosiddette corde "blande" o "brande"), altri verticalmente (per coltello), formando la cosiddetta "spina pesce". Perché il Brunelle­schi ha disposto i mattoni in questo modo partico­lare e quale regola ha seguito per fare ciò? Egli non ha lasciato niente di scritto sul modo con cui ha costruito la Cu­po­la; infatti esistono due sue relazioni (1420 e 1426) in cui si dice quali sarebbero state le caratteristiche della Cupola, ma non la tecnica con la quale si doveva costruire…

E ora cercheremo di scoprirla...

…Si deve prendere, direttamente dalla sede esterna del cantiere, un ascensore/montacarichi a gabbia che ci porta, circondati da un panorama mozzafiato, a circa 70 metri da terra. (Sfruttiamo le stesse strutture e ponteggi messe in sede per gli interventi di restauro esterno alla cupola).

Tramite un "ponteggio sospeso" entriamo in Cupola dall'esterno e dopo un breve tratto di camminamento, comune con il percorso turistico, ci addentriamo nei corridoi segreti (chiusi al pubblico) che sono gli unici dai quali è possibile affacciarsi ai famosi occhi interni , degli oblò le cui ultime file, a circa 80 mt. di altezza, sono poste quasi in verticale sopra il centro del sottostante pavimento della basilica.

All'interno di questi passaggi, larghi poco più di un metro, a tre metri dalla loro pavimentazione, sulla superficie già vistosamente incurvata della vela della cupola, troviamo il primo "cunicolo del tempo"; un foro largo appena 8 cm. e lungo 2 mt. che permetterà (con le opportune tecniche e apparecchiature che vedremo in seguito), di ricostruire mattone dopo mattone, step by step, il procedimento che il Brunelleschi aveva realmente seguito per erigere la CUPOLA! 

Per tali indagini è stato interessato il nostro prof. Gallorini Massimo docente di Trattamento Immagini presso l'Università di Siena, nel corso di Beni Culturali e Sistemi Automatici presso l'ITIS Galileo Galilei di Arezzo.

Gallorini ha previsto un intervento assolutamente non invasivo e articolato secondo i seguenti punti:

  • Messa a punto di una videocamera miniaturizzata con obbiettivo macro, uscite video, con scheda di digitalizzazione, illuminazione anulare a bassa temperatura
  • Implementazione della stessa in un braccio robotico-telescopico graduato in cm., in fibra di carbonio, per il posizionamento in sede della fotocamera in collaborazione con la Scuola di Robotica
  • Utilizzo con Computer portatile con ingresso video e scheda acquisizione segnale video composito
  • Utilizzo di SW. per il ricongiungimento delle foto e creazione del "carotaggio virtuale"

ED ECCO I RISULTATI