Aperti da Mar a Sab tel x Visita guid. 

AREZZO LASCIA IL SEGNO

Prende avvio al Museo Archeologico Nazionale "Gaio Cilnio Mecenate" di Arezzo, il nostro progetto realizzato con il contributo del Comune di Arezzo, nell'ambito del "Bando per l'erogazione di contributi atti a promuovere la valorizzazione delle tradizioni locali". 

il 17 ottobre 2026, alle ore 15.30, presentazione evento inaugurale - Assessore Federico Rossi - assessorato aretinità e della memoria.

Vi aspettiamo per questo primo evento di un progetto dedicato alla memoria e all'identità del territorio attraverso persone, luoghi, opere, conoscenze e tradizioni che hanno contribuito nel tempo a costruire la storia della città.

N.B. solo il primo evento si terrà al Museo Archeologico, gli altri presso la sede del Museo della Vita - Mu.Vi.


Il Ministero della Cultura promuove il nostro incontro:

 https://museitoscana.cultura.gov.it/news/arezzo-lascia-il-segno/ 

17 OTTOBRE 2026  

TUTTO ESAURITO: ABBIAMO PREPARATO UNA REPLICA per il 23 ottobre!

Per offrire a più persone l'occasione di partecipare, continua l'accettazione delle prenotazioni per una replica prevista venerdì 23 ottobre, alle ore 17.30. L'appuntamento sarà confermato al raggiungimento di almeno 20 adesioni.

AREZZO ROMANA

Creatività e imprenditoria della città di Mecenate

Il primo appuntamento, "Arezzo romana – Creatività e imprenditoria della città di Mecenate", a cura di Maria Gatto, direttrice del Museo, è realizzato in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale "Gaio Cilnio Mecenate" di Arezzo e la Direzione regionale Musei nazionali Toscana - Ministero della Cultura, che ringraziamo fin da ora per la disponibilità. 

L'incontro propone una lettura dell'Arezzo romana attraverso la sua straordinaria capacità produttiva e commerciale e attraverso la figura di Mecenate, il suo rapporto con Arezzo, il potere di Roma e le arti.

Al centro dell'incontro saranno anche Marcus Perennius e Cn. Ateius, protagonisti della produzione ceramica aretina e della diffusione della terra sigillata, che dalla città raggiunse un vasto mercato nel mondo romano. 

La presentazione sarà accompagnata dalla visita alle sale del Museo, con particolare attenzione ai reperti della produzione ceramica aretina e alle esperienze tattili.

A cura di Maria Gatto, direttrice del Museo Archeologico Nazionale "Gaio Cilnio Mecenate" di Arezzo.

La partecipazione è gratuita, posti limitati con prenotazione obbligatoria.

SONO APERTE LE PRENOTAZIONI PER IL PRIMO EVENTO CHE SI TERRA' PRESSO IL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI AREZZO, via Margaritone 10: 

drm-tos.archeoar@cultura.gov.it



E SE PER UN POMERIGGIO IL MUSEO DIVENTASSE UNA MACCHINA DEL TEMPO?

C'è un elemento che rende questa esperienza particolarmente suggestiva: il Museo sorge sui resti dell'Anfiteatro romano, uno dei grandi edifici per spettacoli dell'Italia romana, costruito nella prima metà del II secolo d.C. e capace di accogliere migliaia di spettatori. Uscendo dalle sale e affacciandosi sull'area dell'anfiteatro, il racconto acquista una dimensione concreta e quasi sorprendente: nello stesso luogo si incontrano le testimonianze della città che produceva ed esportava i suoi celebri vasi, la grande architettura pubblica della città romana e la memoria di Mecenate, evocata anche dal suo monumento.

È proprio qui che si può comprendere fino in fondo il significato della parola "imprenditoria" riferita all'Arezzo romana: non soltanto singoli manufatti, ma una produzione organizzata, una rete di maestranze, commerci e mercati che portò fama e ricchezza alla città e contribuì alla sua crescita. Migliaia di vasi partirono da Arretium verso il mondo romano; oggi, davanti ai resti monumentali della città che quella ricchezza contribuì a trasformare, il visitatore può quasi ricostruire il rapporto tra ciò che veniva prodotto nelle officine e la grandezza urbana che ne fu, almeno in parte, il risultato.

È questo il valore particolare dell'esperienza: non limitarsi a conoscere la produzione della terra sigillata, ma poter cogliere, nello spazio stesso della visita, le dimensioni economiche, sociali e culturali di una città, Arezzo, che duemila anni fa aveva già saputo trasformare una propria eccellenza produttiva in fama e ricchezza ben oltre i confini del territorio, lasciando il segno!

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I PROSSIMI APPUNTAMENTI - Presso il Museo della Vita - Mu.Vi. 

All'appuntamento del 17 ottobre seguiranno altri 5 incontri, che si svolgeranno alle 15:30, in località s. Flora Torrita 19/d- Arezzo, presso la sede del Mu.Vi. che vedranno altre collaborazioni con studiosi, musei, istituzioni culturali e associazioni, affrontando, attraverso prospettive diverse, alcuni dei segni più significativi lasciati dalla storia di Arezzo: dalle più antiche testimonianze della presenza umana nel territorio alla Chimera e alla civiltà etrusca*, dal Medioevo alla storia della scienza, fino alle tradizioni che continuano oggi a vivere nella comunità aretina.

Il progetto non vuole proporre una storia completa di Arezzo, ma seguire alcuni significativi "segni" lasciati nel tempo e mostrare come la memoria del passato continui a trasformarsi in patrimonio condiviso e identità del presente.

La partecipazione è gratuita, posti limitati con prenotazione obbligatoria: arteecoscienza@gmail.com 

MAPS Mu.Vi. =>

Dal 7 novembre, gli incontri proseguiranno nel nuovo spazio polifunzionale del Mu.Vi., in questi giorni interessato da ulteriori interventi di riallestimento e organizzazione, con l'obiettivo di offrire al pubblico un ambiente sempre più accogliente, confortevole e sicuro.

7 NOVEMBRE 2026

Prima di Arretium

La lunghissima storia del nostro territorio

Dal Pleistocene, circa 1,5 milioni di anni fa, quando a Farneta una straordinaria fauna raccontava un territorio che si estendeva nella Valdichiana fino a Forcella d'Olmo, in un ambiente caldo e ricco d'acqua popolato da mammut, rinoceronti, grandi cervi, ippopotami e altri grandi mammiferi. 

Al Paleolitico, con le prime pietre lavorate dall'uomo: semplici utensili, ma il primo segno lasciato dall'ingegno umano nel territorio aretino, all'inizio di una storia lunga centinaia di migliaia di anni. 

Fino all'Età del Bronzo, con il Cranio dell'Olmo (ca. 1411–816 a.C.), testimonianza di una presenza umana stabile, oggi reinterpretata grazie alle moderne analisi scientifiche.

Un reperto che permette di tornare a interrogarsi sulle persone che hanno abitato questo territorio oltre tremila anni fa, sulle loro condizioni di vita e sul loro rapporto con l'ambiente. Le nuove indagini scientifiche permettono infatti di leggere il Cranio dell'Olmo con strumenti e conoscenze che vanno ben oltre ciò che era possibile comprendere al momento della sua scoperta. 

Ne parleranno il prof. Pierfrancesco Fabbri, antropologo fisico e studioso della Preistoria, con il coinvolgimento del Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria "Paolo Graziosi" e il dott. Luca Rossato del MoPa di Farneta.


Riproduzione realizzata per gentile concessione del Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria "Paolo Graziosi"

14 NOVEMBRE 2026

La Chimera

Il segno che Arezzo ha lasciato nel mondo

La Chimera di Arezzo, straordinario capolavoro dell'arte etrusca, sarà al centro di un incontro dedicato ai segni che questa città ha lasciato nella storia. Dall'iscrizione TINŚCVIL, incisa sulla zampa della Chimera, si arriverà alle importanti testimonianze emerse a Castelsecco, con particolare attenzione all'iscrizione sulla mattonella ivi ritrovata. 

Due iscrizioni, un dialogo che ha attraversato oltre duemila anni di storia.

Ne parlerà nel dettaglio Daniele Federico Maras, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, importante studioso di epigrafia etrusca.

Per la prima volta sarà possibile il confronto eccezionale fra la fedele copia della Chimera al Mu.Vi. e la riproduzione della mattonella*, entrambe, autorizzate dalla Direzione regionale Musei nazionali Toscana – Ministero della Cultura.

Interverranno anche Maria Gatto, direttrice del Museo Archeologico Nazionale "Gaio Cilnio Mecenate" di Arezzo, Michele Colangelo, presidente dell'Associazione Castelsecco APS, e Massimo Gallorini, direttore del Mu.Vi. – Museo della Vita.
*Si ringrazia per la collaborazione Carlotta Paola Brovadan, direttrice regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura.


ORIGINALE - Immagine su concessione del Museo Archeologico Nazionale di Arezzo e facente parte della collezione Funghini, di proprietà della Fraternita dei Laici.
ORIGINALE - Immagine su concessione del Museo Archeologico Nazionale di Firenze e della Direzione regionale Musei nazionali Toscana – Ministero della Cultura.


21 NOVEMBRE 2026

Arezzo lascia il segno nel mondo

Dai grandi uomini alle grandi comunità

Una città lascia il segno non soltanto attraverso i suoi grandi personaggi, ma anche attraverso le comunità capaci di trasformare memoria, tradizioni e identità in patrimonio vivo.

L'incontro parte dalla figura di Guido d'Arezzo e dal Concorso Polifonico Internazionale.

I temi saranno al centro di un intervento dedicato. 

Il percorso prosegue attraverso due importanti tradizioni cittadine, quella cavalleresca della Giostra del Saracino e quella mercantile della Fiera Antiquaria, che hanno entrambe in Piazza Grande – Piazza Vasari – il loro straordinario palcoscenico. 

Uno spazio simbolico della città, nel quale tradizioni diverse si sono rinnovate nel tempo, continuando a vivere e a lasciare il proprio segno nella comunità.

Ne parlerà l'Assessore Francesco Marcantoni, delegato alla transizione digitale, sviluppo economico e impresa, Fiera Antiquaria ed eventi, comunicazione del Comune di Arezzo.


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5 DICEMBRE 2026

Arezzo nel XIII-XIV secolo

Cultura, fede e apertura europea

Un viaggio nell'Arezzo del XIII e XIV secolo, attraverso Margaritone*, Ristoro e Guittone, testimoni di una città aperta ai grandi circuiti culturali italiani ed europei, fino alla nascita dello Studium aretino. 

Il percorso toccherà inoltre due figure destinate a lasciare un segno profondo nella storia: Gregorio X, legato ad Arezzo per la nascita del moderno conclave, e Francesco Petrarca, protagonista dell'Umanesimo e della grande letteratura italiana. 

*Margaritone d'Arezzo — Una delle più antiche raffigurazioni di San Francesco sarà esposta dal 14 ottobre al Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna di Arezzo, nella mostra-dossier dedicata al Santo.  Un'occasione da non perdere per conoscere da vicino una delle opere più significative della prima iconografia francescana.

A raccontare questo straordinario periodo sarà il prof. Pier Luigi Rossi docente di Scienza dell'Alimentazione all'Università degli Studi di Siena e Governatore della Misericordia di Arezzo, una figura profondamente legata alla storia e alla vita culturale della città, che ha dedicato anche importanti studi alla storia medievale aretina.
In particolare, il Conclave e la storia di Gregorio X vedranno l'intervento di Mons. Alvaro Bardelli, parroco della Cattedrale di Arezzo.

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12 DICEMBRE 2026

Quattro secoli di scienza

Il segno del metodo, della progettazione e della conoscenza

Quattro grandi aretini, quattro epoche e altrettanti modi di lasciare un segno nella conoscenza scientifica, ben oltre i confini della loro città e del loro tempo. . Dalle scienze della vita alla medicina, dalla sperimentazione alla progettazione del territorio, fino alla matematica, l'incontro racconta la straordinaria eredità di Andrea Cesalpino, Francesco Redi, Vittorio Fossombroni e Francesco Severi.

Andrea Cesalpino, medico e naturalista del Cinquecento, sarà ricordato per i suoi fondamentali studi sulla botanica e sulla fisiologia e per il suo contributo alla conoscenza della circolazione del sangue. Francesco Redi, medico, naturalista e letterato, rappresenta invece uno dei protagonisti della nascita della moderna ricerca sperimentale.

Con Vittorio Fossombroni, matematico, idraulico e protagonista della vita politica toscana, il percorso entra nel campo della progettazione e della trasformazione del territorio, mentre Francesco Severi, uno dei grandi matematici italiani del Novecento, porta ad Arezzo il segno della ricerca matematica moderna.

A raccontare queste quattro figure saranno il prof. Giovanni Cipriani, già professore di Storia moderna all'Università degli Studi di Firenze e il prof. Vincenzo Vespri, professore ordinario di Analisi matematica all'Università degli Studi di Firenze; entrambi autori di molteplici pubblicazioni.